Sull’amicizia

Ho pensato, tempo fa, in uno dei miei momenti sentimentali (per cui non scoppiate a ridere u.u) che non voglio che i miei sentimenti mi sfuggano di mano, per i casini che combino, come mi comporto, o roba del genere. Voglio e credo che i sentimenti siano qualcosa a priori, devono esserlo per avere un senso! Per questo motivo su quello che sento sono pronto a giurare. Mi sono accorto che volere bene è più complicato di quel che sembrava. Non serve a niente volere bene, essere amici soltanto a parole, giusto? Questi sentimenti “a priori” hanno davvero un senso?

Alla fine di un post che avevo scritto, chiedevo ai miei amici di aiutarmi loro, di prendere da me quello che vogliono, fare di me un amico, nelle mie possibilità.
Penso adesso che forse è questo il bello dell’amicizia, se si ha bisogno di qualcosa non serve che chiedere, se si vuole sentire qualcuno basta chiamarlo. (aspettare si connetta su msn è la cosa più sbagliata si possa fare).

Io sono qui, pronto a scocciare se ho voglia di sentire un amico o una persona cara, e prego questa persona di scocciarmi a sua volta, qualora avesse voglia.

Credo sia questa l’amicizia. E non per forza questa si perde non frequentando una persona. Perché credo si possa dire … sì, che un amico in fondo è un non-nemico, ma anche una persona non indifferente, non un estraneo.

Un amico è una persona dalla tua parte, disponibile per qualsiasi tua voglia di lui (oddio quanto sembra sconcio detto così! XD). Potete star certi che questo sarò io per voi, pochi amici miei, prendetela come una promessa.

L’amicizia però può anche essere vissuta, fino a dare un senso al nostro tempo, un tempo che è piacevole e fruttuoso solo perché passato insieme agli amici.

Se essere un amico è quindi essere disponibile “a scocciare ed essere scocciato”, il vivere l’amicizia è il trascinarsi l’un l’altro. È prendere un amico, una persona disponibile e dalla nostra parte, e “trascinarlo” secondo le nostre voglie, secondo i nostri desideri, facendolo partecipe di quelli e della nostra vita. E nel trascinarsi a vicenda, nel trovare interessi in comune e nel soddisfare i desideri degli altri si ha la frequentazione, e con questa il bel tempo passato insieme.

Questo implica che:

  • Un amico è un tesoro (ok, ok, non è implicato, ma diciamolo sottinteso XD)
  • Con gli amici si può passare il tempo e dare a questo un senso, come anche divertirsi solo in nome dell’amicizia. (Stesso vale per l’amore ?)
  • Contano molto i desideri! Sono quelli che ti fanno vivere, sono quelli che ti trascinano e che ti permettono di trascinare gli altri.

Viva quindi il comportarsi da “ragazzina capricciosa”, viva quindi i desideri! Credo il modo migliore di vivere sia secondo le proprie passioni e la propria fantasia.

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6 pensieri su “Sull’amicizia

  1. Riguardo al post, credo che le caratteristiche che tu hai attribuito all’amicizie siano necessarie alla definizione di amicizia, ma non sufficienti. L’amico è anche uno che si preoccupa di te, che telefona ogni tanto per sapere se stai bene, soprattutto nei momenti difficili, quando sa che tu sei nei guai. Non basta che sia disponibile ad essere scocciato. Deve venirti a cercare! In questo momento io sto soffrendo, appunto, perché vorrei che alcuni miei amici mi venissero a cercare, perché sanno che sto male.

    • :) Ha ragione.

      Credo di averci pensato, tempo fa, a questo punto. Poi ho deciso fosse troppo “sconveniente”.

      Su twitter mi lamentavo spessissimo, scrivevo quando ero arrabbiato, spiegandone i motivi… Solo mi sono accorto poi di star facendo preoccupare inutilmente chi teneva a me, per i miei banalissimi sbalzi d’umore. Ho pensato che, in fondo, quando siamo forti lo siamo per gli altri e che, se non c’è niente che gli altri possano fare, è inutile metterli in mezzo. Se invece si ha bisogno degli altri, non si ha che chiedere.

      Ho iniziato a pensarla così, soprattutto perché su msn o Facebook si è sempre tutti collegati con persone che se incontrassimo per strada saluteremmo, ma che, ritrovandoci di fronte in mezzo a tanti altri conoscenti, finiscono per passare in secondo piano, come mere distrazioni. Si rimanda a quando si avrà tempo, e si finisce per perdersi. O, peggio, si riducono le persone che abbiamo care ad un mero passatempo. Le chiamiamo solo perché sono connesse e non abbiamo nulla da fare, quando non ci passerebbe neanche per la testa di telefonare o inviare una mail. L’unico lato buono di Facebook è che ci ricorda dell’esistenza delle persone che non sentiamo spesso e ci permette di contattarle facilmente (ovviamente dai giovani non viene mai usato in questo senso).
      Per questo credo che nel perenne stato di connessione in cui siamo al giorno d’oggi, paradossalmente, non si possa contare sugli amici (se non quelli che vediamo ogni giorno) e sulle loro attenzioni. Sta a noi, secondo i nostri desideri ed i nostri affetti, “trascinare” anche chi dovrebbe interessarsi a noi per primo.

      Questo è, più o meno, il motivo per cui ho lasciato le attenzioni verso gli amici fuori da questo post. A ripensarci, però, le attenzioni sono una cosa stupenda :) Avevo quasi dimenticato la sincerità che può esserci in un “Ciao, come va?”
      Le do piena ragione.

      Le auguro le cose migliorino.
      Ci sentiamo nella chat di gmail o per email, prof!

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