Potere, effetto e posto

Ecco il primo post della categoria “Piccole riflessioni”, che raccolgo qui, per quanto siano stupide, dato che altrove andrebbero perdute. (beh, il mio blog è qui per esprimere me, e io sono tutt’altro che vuoto).

La riflessione (del tutto teorica* e ipotetica) mi viene ora dallo splendido “I dolori del giovane Werther” di Goethe

Oh, così mortale è l’uomo che anche la dove egli ha la vera certezza del suo essere, là dove produce  l’unico effetto vero della sua presenza, anche nella memoria, nel cuore dei suoi cari, deve perire, sparire, e così presto!

ecco qui… vivere, esistere, significa produrre un effetto nel mondo esterno. Il potere, per l’uomo, è il fondamento di tutto.

E’ il poter fare, è il poter agire, è il poter avere una parte, è il poter rendere felici gli altri che ci rende vivi. Null’altro. E null’altro ci rende felici.

Non c’è niente peggio della noia per l’uomo. L’uomo ha bisogno, diceva Pascal, di distrarsi dalla riflessione sui veri problemi della vita, che gli vengono dalla sua disperata condizione di essere imperfetto. Per questo l’uomo ha bisogno di agire.

Sono d’accordo solo fino ad un certo punto. L’uomo non ha bisogno di distrazione per non riflettere, l’uomo ha bisogno di sentirsi utile, di sentirsi vivo! Perché l’unico modo di affrontare la vita è quella di “viverla al massimo”, di viverla al meglio. Non un solo attimo deve essere sprecato. (Le grandi riflessioni sulla vita non portano a niente, la vita va vissuta, stop)

Il tempo dedicato al divertimento è dunque sprecato? Non per noi stessi, il divertimento, anche quando collegato a qualcosa di completamente inutile e controproduttiva, è qualcosa che sentiamo utile, qualcosa che ci permette di tenere buono, scendendo a patti, quel nostro Io che noi stessi ci creiamo e di cui ci crediamo schiavi.

You’re a slave to your mind
But you are not your mind
You are not your pain
Say it again

L’unico motivo per cui tolleriamo il divertimento è perché è una concessione che facciamo a noi stessi nella vana paura di collassare, nessuno può vivere di solo divertimento.

Ho parlato di divertimento inutile (se non a placare noi stessi)… definiamolo: le attività non lavorative unicamente fine a se stesse e senza alcun effetto su di noi o sull’esterno. Non mi vengono molti esempi in proposito: videogiochi e televisione. Le 2 forme d’arte di cui è più facile abusare, che più sono inclini a prendere il nostro tempo (sprecandolo come fa la noia) senza lasciarci niente.

L’arte, invece, molte volte, è tutt’altro che inutile: pittura, lettura, scrittura, musica, cinema, videogiochi (a volte), sono tutte forme in grado di affinare la nostra sensibilità, di trasmetterci valori, innescare riflessioni, renderci critici o creativi. L’arte è senza dubbio il miglior modo, dopo l’esperienza diretta con le persone giuste, di migliorare, arricchire noi stessi.

Sempre nell’ambito delle attività non inerenti al lavoro (che ha la mera, ma nobile, funzione di mantenerci in vita). Le relazioni sociali hanno una grandissima importanza. Agiamo sugli altri, viviamo davvero influenzando al massimo livello il mondo che ci circonda, e impariamo davvero da coloro che ci stanno vicino (sempre circondarsi di persone da cui possiamo imparare e che possono imparare da noi).

Ritornando alla citazione: l’unico vero effetto della nostra presenza (e quindi l’unica cosa che determina se viviamo davvero) è negli altri, nei loro cuori, nella loro memoria.

La citazione parla anche di un dove. E mi sembra solo adesso di capire la frase (che spesso si sente nei film) “Il tuo posto (non)è qui”.

Viaggiare, avere nostalgia… (un altra canzone che mi non posso non citare e che entra a pieno merito nella riflessione)

Io mi ci perdo nelle citazioni…

Quindi continuo…

No, non continuo. Avevo preso il Piccolo Principe per trarne una citazione, ma leggendo il passo completo viene fuori una riflessione molto più grande di quella che volevo fare. “Ma questo è un’altro post…”

*Quando si è nella mia età si continua a sfornare in continuazione teorie sulla vita (questa frase ne è un esempio)

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