Delirio

E’ da un po che ho strani pensieri per la testa.

Ho preso molte decisioni di questi tempi:
ho deciso, perché odio l’ipocrisia, di smettere di considerarmi cattolico,
ho deciso di smettere di considerarmi politicamente corretto, anzi, un relativista convinto (ve ne accorgerete, forse, nei prossimi post)
ho deciso di scrivere su questo blog
ho deciso che avrei riflettuto a fondo, e di dedicare alla riflessione i miei tempi vuoti
ho deciso di mollare il superfluo (quando capirò cosa lo è e cosa significa)
ho deciso di non voler essere un ragazzo come gli altri, uno qualsiasi tra milioni nella storia

many too many have stood were i stand now, many more will stand here too

se conoscete la citazione lasciate perdere il resto del testo della canzone, c’entrano solo queste prime 2 righe e l’incertezza per il futuro

ho deciso che non avrei rinunciato a cercare, non mi sarei arreso alla vita quotidiana, alla “solita” vita già scelta per me…

ho deciso stasera di scrivere questo post perché sento di aver raggiunto un livello sufficente di coscienza, consapevolezza , ma soprattutto perché sento che sto per arrendermi (ehssì) a vivere una vita normale e che questo delirio per e di cui sto scrivendo sta per finire.

E’ così, questo post, i miei pensieri degli ultimi giorni, non sono altro che un delirio, lo so, ne sono cosciente. Delirio che dovevo fare e dovevo scrivere, delirio che deve passare e passerà, probabilmente tra stasera e l’indomani.

Non so cosa mi è preso, né perché, sono quasi sicuro, sto uscendo da una strada di campagna, sicuramente ben battuta, ormai liscia per quanti vi avranno camminato, per imboccarne un’altra, stavolta ben delineata, una strada anche questa ben battuta, percorsa dai piu, ma che a differenza della prima conduce a qualcosa ed è indicata da un cartellone su cui è scritto, a caratteri enormi “Questa è la tua strada”.

Dalla mia precaria situazione (si, sono e mi sento solo) sto per imboccare la strada di una vita normale che conduce a cosa lo sappiamo bene tutti. 

“Sei un illuso, un egocentrico, torna in te ! ” Lo starete pensando piu o meno tutti, conoscenti o meno, che state leggendo questo post.

Lo so, lo so, tranquilli. Come ho detto questo è un delirio e nei deliri la cosa è lecita o no?

So bene (credo anch’io) che non esiste una terza strada da percorrere, una non conduce a niente, una conduce ad una vita normale, anonima, tra migliaia di individui, e la terza semplicemente non esiste, o se esiste, non è percorribile.

Sto quindi scrivendo questo post, che magari non significa niente.

Come sono arrivato qui, a questo punto del ragionamento? … è un gioco che faccio (piu che altro facevo) spesso, come sono arrivato a pensare a questo partendo da quest’altro?

Stavolta (come in quasi tutti i miei pensieri seri) non riesco a ricostruire il percorso.
Ah, gia…

Mi sono accorto che nella vita esistono dei sentimenti, una cosa chiamata amore, un’altra che si chiama amicizia, ma che non sono mai riuscito a definire.

Le cose che ho appena nominato fin’ora le ho sempre ignorate comodamente, considerate alla stregua di un gioco, uno scambio di influenze, causato dalla convenienza, una roba completamente matematica…

E’ per questo che sono mi sento solo ? Decisamente no ! Sarebbe troppo comodo dare la colpa solo a questo. Tutto sommato all’amicizia ci ho sempre tenuto, anche se non lo dimostro, la colpa è unicamente mia, non delle mie convinzioni, ma questo è un’altro discorso.

Ora ho aperto gli occchi, o almeno credo di averlo fatto (come tutte le mie convinzioni, anche questa presto mi sembrerà una cazzata), deciso di dare a questi sentimenti una loro dignità, di fare quello che alcuni direbbero (credo, sto esagerando ?)  cominciare a vivere. Sia perché mi sono reso conto della loro importanza, sia perché mi sono accorto che la terza strada non c’è e che questa “brodaglia” avrà probabilmente un ruolo importantissimo nella mia vita.

L’ho fatto, ho scritto questo post, probabilmente minato la mia credibilità, mi sono praticamente “scoperto” (no doppi sensi). Perché continuo a scrivere? Perché non ho paura di pubblicare questo maledetto post ? Semplicemente, ed ho scordato di scriverlo nello scorso articolo, perché quello che temo è l’apprensione e la comprensione, non voglio il ” ti senti solo, poverino, non lo sapevo” (faccio presente che probabilmente questo post lo leggeranno anche i miei). E probabilmente non l’avrò (e non ci provate). Forse (non è vero) non mi interessano neanche i vostri pensieri a riguardo di questo post.

Eh ! e se dopo tutto questo (non ho ancora riletto il post), preso dall’impeto, non avessi scritto altro che cavolate, se mi sto scaldando per niente… (seriamente, non ho voglia di modificare questo post). Anche in quel caso ne sarà valsa comunque la pena

Questo sono io, questo è come ragiono, basta! L’ho scritto, e forse lo scriverò ancora.

E’ stato bello delirare e scrivere questo post, che tutto sommato si puo considerare una bambinata, sfogarsi, buttare tutto fuori (se vi crea problemi, questo è il mio blog, disabbonatevi dal feed, fate quello che volete).

Io sono me, sono unico, sono Viglianisi Gabriele, vigliag, io valgo (fidatevi, me lo ripeto spesso e probabilmente ne ho bisogno (?))

Ha ragione il mio compagno di classe “Cipoci” (è il mio blog, scrivo come voglio), mi serve una distrazione.

Alla fine una rilettura l’ho data : P … ci si sente…

Ah, e alla fine, come di consueto, un bel “Sono un idiota” per aver scritto questo post. byeee

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