Scrivere o non scrivere

E’ questo il mio problema.

E’ da un po che ho deciso di non essere uno dei tanti blog di chicche informatiche, linuxiane, o uno dei tanti che si limita a riportare news citando altri siti. Su cosa orientare questo blog quindi?

Ho deciso di fare un blog personale, su di me, sui miei pensieri in continuo mutamento. Perché credo di avere qualcosa da dire al mondo, devo avere qualcosa da dire al mondo, in quanto individuo unico e differente dagli altri. (notare che se non fossi costretto dal titolo avrei probabilmente gia cancellato il post)

Ora, banditi i sentimentalismi ed il “Io valgo” resta il problema di cosa scrivere. Fino a qualche tempo fa credevo che scrivere di me sarebbe stato alquanto scomodo e che non lo avrei potuto fare poiché rischiavo di essere letto da persone che mi conoscono in real life (un’altra scelta importante che ho fatto è di non separare vita virtuale e reale, Vigliag e Viglianisi Gabriele).

Che c’è di male direte voi…

Beh, dovete sapere di me che sono un gran lagnoso, mi piace lagnarmi e lamentarmi a destra a manca, non senza motivo, credo. E i miei conoscenti potrebbero farsi una cattiva impressione. Potrei scrivervi la storia della mia vita (descrivendovi ad uno ad uno i miei complessi mentali), e forse un giorno lo farò (uhmm…). Ma non credo sia questo il punto di un blog personale (lo è ?)

Ritornando al discorso, mi sono reso conto che non è per quello che non scrivo ma, perché, effettivamente, scrivere di sé è molto piu difficile di quanto pensassi:

Va bene lagnarsi, ma dopo le prime 2 righe che si scrive?
Così ho capito (grazie alla lettura di post di blogger “professionisti”):
Oltre a non fermarsi a descrivere una situazione particolare (a meno che non significhi di per sé qualcosa) bisogna comunicare una scoperta, una conquista, un obiettivo da raggiungere (che riuscire a prefiggersi è comunque una conquista). Qualcosa che, profondo o meno, rappresenti qualcosa di noi stessi e magari possa aiutare anche gli altri.

Questo qualcosa potrebbe essere una nostra idea, una domanda che ci poniamo, un nostro ragionamento, una nostra conquista personale.

Questa, per come la penso io, è l’essenza di un blog personale.

E’ comunque, almeno per me, molto piu difficile che scrivere un post a tema in quanto una grande difficoltà (ed un grande esercizio) è quella di concludere i pensieri che vagano liberi nella propria testa, chiuderli, dare loro un senso, impacchettarli e postare .

Ora come per ogni post, è giunto il momento di chiedersi: questo post che senso ha? valeva davvero la pena di essere scritto? riesce a comunicare un messaggio chiaro, qualcosa di me?

***il post trema temendo di essere intrappolato, come altri, tra le bozze per sempre

Beh, diciamo che è la risposta ad una mia esigenza di scrivere. E’ da un po di tempo che ho molti pensieri in testa, pensieri che in un certo senso mi rappresentano, mi stanno cambiando. Purtroppo non sono in grado di dare una compiutezza a questi pensieri, di trasformarli in post.

Che c’è quindi di meglio che “obbligarmi” a scrivere un post in cui scrivere i motivi per cui non riesco a scrivere :)  E’ stata anche una buona opportunità per provare un nuovo stile di scrittura.

Che dite, vi è piaciuto ?

Annunci

2 pensieri su “Scrivere o non scrivere

  1. Non so neanche perché non te lo dico e basta, dato che siamo in chat, ora, ma mi aggrego alla tua… “scrivosità”. A volte scrivere i propri pensieri, desideri, obiettivi, ci aiuta a dargli un certo peso, una consistenza.
    La vera questione è… Vuoi parlare di pensieri personali sul web? In fondo siamo tutti un po’ impiccioni,quindi, sicuramente, visitatori assidui o occasionali leggeranno ciò che scriverai (se deciderai di farlo). Personalmente, io adoro scrivere, ma non credo metterei mai i miei pensieri alla mercé di chiunque, ma con questo non voglio scoraggiarti a farlo, molti lo fanno e ci riescono anche molto bene. Se vuoi, se credi sia utile, scrivi pure di te, come hai già scritto, è molto più sensato del riportare notizie che circolano comunque in rete.
    Beh, a te la scelta, fuggo!

  2. Nessuno di noi deve avere remore.
    Anche io scrivo su di me, sai… in effetti anche io ho avuto “paura” di chi mi conosce… perchè sarebbe come spogliarsi della propria maschera con le conseguenze che possiamo immaginare.

    Sono stato costretto in alcune circostanze, mentre volevo scrivere post di un certo peso, a rivedere, a volte ad abbandonare, ma io credo che ogni post sia buono e se lo si fa ha un senso.

    Un blog ragiona in termini di date, se si lascia una bozza, si rischia di farla marcire. Oggi hai un pensiero, domani ne hai un altro.

    Veramente, credimi non voglio criticarti, ma non bisogna avere remore, bisogna scrivere tutto, sbrigandosi, al momento, fare in modo di non lasciare abbozzati pensieri che hanno una certa scadenza, che possono variare nel corso della propria vita.

    Insomma, la nostra vita non può essere un archivio statico, bisogna muoversi, essere dinamici, non mollare mai.

    E anche se scrivi meno di 200 parole, ma l’importante che lo fai.

    Ciao!

I commenti sono chiusi.