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	<title>Spazio personale di Vigliag</title>
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		<title>Spazio personale di Vigliag</title>
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			<item>
		<title>Riflessione sul nostro piccolo mondo e sul bisogno di giustificazioni per voler bene</title>
		<link>http://vigliag.wordpress.com/2009/10/18/riflessione-sul-nostro-piccolo-mondo-e-sul-bisogno-di-giustificazioni-per-voler-bene/</link>
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		<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 19:28:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vigliag</dc:creator>
				<category><![CDATA[Piccole riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Vii]]></category>

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		<description><![CDATA[Eccomi qui, di nuovo, a provare a scrivere. Riflessione stupida di cui non sono neanche completamente convinto. Ma scriverla mi ha fatto riflettere&#8230; magari vale la pena di pubblicare. Via.
La vita, di suo, non è difficile. In fondo, basta respirare.
È però complicata, ingiusta, a volte, rispetto ai nostri desideri. Si respira. Per dire la nostra, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=vigliag.wordpress.com&blog=393264&post=308&subd=vigliag&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Eccomi qui, di nuovo, a provare a scrivere. Riflessione stupida di cui non sono neanche completamente convinto. Ma scriverla mi ha fatto riflettere&#8230; magari vale la pena di pubblicare. Via.</p>
<p>La vita, di suo, non è difficile. In fondo, basta respirare.</p>
<p>È però complicata, ingiusta, a volte, rispetto ai nostri desideri. Si respira. Per dire la nostra, per fare la nostra parte, per correre, lavorare. Dare un senso ai nostri respiri è fin troppo semplice, basta darsi degli obiettivi. Validi o meno. Possiamo continuare a percorrere la strada su cui siamo stati posti fin dall&#8217;infanzia, vivendo per le sfide e per i suoi obiettivi. È coinvolgente abbastanza.</p>
<p>Chi deve cambiare strada, però&#8230; è l&#8217;essenziale che cerca. Un essenziale in cui rifugiarsi. Obiettivi da costruire.<br />
Gli uomini non sono complicati, una volta spogliati di quello che hanno, di quello che fanno. Prendete un uomo, mettetelo in un altra città, senza contatti con il passato. Inizierà a costruirsi il suo piccolo mondo.<br />
Ecco, sulla base di che? Di quello che gli serve. Può combattere ambiziosamente per se stesso, per raggiungere i suoi obiettivi. Ma l&#8217;unica cosa di cui ha bisogno, un uomo in un mondo freddo, quello per cui combatte, non è altro che affetto. Che sentirsi apprezzati, utili.</p>
<p>Puro e semplice Affetto, si connoti come si voglia, l&#8217;Amore. Quello, sì, su cui diciamo in momenti di particolare follia o indottrinamento si basi il mondo. È quello secondo me per cui l&#8217;uomo agisce, e quindi, in sostanza&#8230; sì, passatemela, è quello su cui si basa il mondo.<br />
Svincoliamo però adesso il termine da quello che è l&#8217;amore dei sensi, ci vuole poco. Ecco, chiamiamolo di nuovo affetto. L&#8217;uomo non si riduce a puro istinto sessuale, è capace di voler bene, per definizione. Quando si ama, non è per soddisfare dei bisogni fisici. È qualcosa che, ci dice il nostro orgoglio, deve andare oltre. Si può amare, quindi, si può volere bene, provare affetto, indipendentemente dai sensi. Vi rimando ad un post che ho molto apprezzato: <a href="http://mushin.it/blog/uncategorized/lamore-e-eretico/">l&#8217;amore è eretico</a>.</p>
<p>Si può volere bene, fuori dalle ipocrisie, alle persone che compongono il Nostro Mondo. Persone, obiettivi, di cui ci importa. Amici o avversi. La nostra vita, piccola. E il nostro mondo, piccolo, limitato, come noi. Il mondo, con tutte le fantastiche persone dentro, quello grande, grosso e blu. È il pianoforte di Dio. Noi semplicemente non ci siamo tagliati.</p>
<p>Ci ritagliamo, agendo, un nostro piccolo spazio, un nostro piccolo mondo. Anche solo questo, però, ha un peso enorme sulle nostre spalle, sulla nostra vita. Più vedi il mondo, meno lo conosci. Chi passa la vita girando il mondo non può portarsi in valigia più affetti di quanti ne coltivi un contadino nel suo fazzoletto di terra. Il nostro mondo è piccolo a prescindere. Più cerchiamo di accrescerlo in un senso, più si riduce in un altro. E il resto del mondo, le migliaia di persone ogni giorno in metropolitana, la nostra anima gemella dall&#8217;altra parte del mondo&#8230; Tagliati fuori, <em>li tagliamo fuori</em>. Dal nostro mondo, dalla nostra vita. Perduti.</p>
<p>E nella vita c&#8217;è davvero poco, ce ne sono davvero poche, di Persone che possiamo permetterci di perdere. Ognuna un mondo a sé, ognuna un infinito di possibilità.<br />
La vita ce ne preclude molte, di persone interessanti. E altrettante ne scartiamo noi, dalla nostra selezione.</p>
<p>Ne serve di fede per accettare di vivere così, di perdere così tanto&#8230; Fede in un Dio, in un destino, o nella legge universale che ho appreso da un <a title="Illusioni" href="http://www.anobii.com/books/Illusioni/9788817113595/01e44d020c2ef48646/">bel libro</a> e riporto qui:</p>
<blockquote><p>Vivi come ti senti di vivere, fai quello che senti di dover fare. Sii unicamente quello che sei, che vuoi essere. E avrai vicino, per attrazione universale, le persone da cui puoi imparare e che possono imparare da te.</p></blockquote>
<p>Torniamo alla piccola porzione del mondo alla portata della nostra mano. Torniamo al nostro agire, con l&#8217;affetto, come abbiamo detto, come fine delle nostre azioni. Come fine, quindi, le persone stesse.<br />
L&#8217;idea che mi sto facendo è che non sia così semplice. Far entrare una persona nel nostro mondo. Semplicemente volerle bene&#8230; È un privilegio questo, che è concesso solo e soltato all&#8217;amore sensuale, che non necessita di altra giustificazione. Volere bene è una cosa complicata&#8230; si può dire che in fondo.</p>
<p>Puoi volere bene una persona. Solo<br />
Se è lì, nel tuo mondo<br />
Esclusivamente<br />
Come<br />
Mezzo.</p>
<p>Tutte le persone a noi intorno, come mezzo per raggiungere i nostri obiettivi. Per superare ostacoli sulla nostra solita strada. Per esplorarne un cantuccio buio. Persone come mezzo anche per raggiungere l&#8217;amore, per amare, per essere amati. Come è un mezzo anche l&#8217;amicizia.</p>
<p>Per fortuna, alla fine, a questi non più estranei, a queste persone intese come mezzi ci si affeziona&#8230;<br />
L&#8217;affetto, l&#8217;amore esiste. E pur se semplice in sé, in questo mondo, almeno, <em>deve essere giustificato</em>. E poi, se è veramente forte, se è veramente una scelta, diventa indipendente, incondizionato.</p>
<p>Certo, nulla ti vieta di fermarla, una persona interessante, per strada, e cercare di attaccare bottone. Però&#8230; beh&#8230;<br />
Lancio un altro spunto: (Uma Thurman in Pulp Fiction)</p>
<blockquote><p>I silenzi che mettono a disagio&#8230; Perchè sentiamo  	la necessita&#8217; di chiaccherare di puttanate, per sentirci a nostro agio? E&#8217;  	solo allora che sai di aver trovato qualcuno di davvero speciale, quando  	puoi chiudere quella cazzo di bocca per un momento e condividere il silenzio  	in santa pace.</p></blockquote>
<p>La questione è simile, credo&#8230; almeno come principio. Lascio a voi.</p>
<p>Questo post lo pubblico nonostante i suoi punti deboli. Sennò, beh, non scriverei più.</p>
<p>Riferimenti (e ringraziamenti):</p>
<ul>
<li><a href="http://mushin.it/blog/">Blog di Mushin</a>, che cito e ringrazio per le mille interessantissime riflessioni che ho vi trovato dentro.</li>
<li> Kant, la sua Ragion Pratica e il suo vedere le persone come fini e non come mezzi.</li>
<li><a href="http://www.anobii.com/books/Illusioni/9788817113595/01e44d020c2ef48646/">Illusioni &#8211; Richard Bach</a></li>
<li><a href="http://www.anobii.com/books/Oceano_mare/9788807819681/018173840f6f6d4282/">Oceano Mare</a> di Baricco, sul quale stile ho cercato inutilmente (sono tornato al mio -.-) di ispirarmi.</li>
<li> Ah, <a href="http://www.anobii.com/books/Novecento/9788807813023/0130bf603fc0448c7c/">Novecento</a>&#8230; sempre Baricco. Per il piccolo mondo.</li>
<li><a href="http://vigliag.wordpress.com/2008/11/07/il-social-web-e-la-societa-moderna/">Il social web e la società moderna</a></li>
</ul>
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	</item>
		<item>
		<title>Il progetto Mosaic e idee su un &#8220;Personal Expression System&#8221;</title>
		<link>http://vigliag.wordpress.com/2009/10/02/il-progetto-mosaic-e-idee-su-un-personal-expression-system/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Oct 2009 14:41:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vigliag</dc:creator>
				<category><![CDATA[Servizi Web]]></category>
		<category><![CDATA[Vii]]></category>

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		<description><![CDATA[Voglio presentarvi un progetto su cui lavoro, di codice e di fantasia, da molto tempo: un applicazione web di nome Mosaic. Credo sia un progetto valido, e qualcosa di complessivamente nuovo. Qualcosa di così grande, però, non posso realizzarla da solo. Chiedo quindi aiuto a voi della blogosfera per idee (serve qualcuno che possa inquadrare [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=vigliag.wordpress.com&blog=393264&post=275&subd=vigliag&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Voglio presentarvi un progetto su cui lavoro, di codice e di fantasia, da molto tempo: un applicazione web di nome Mosaic. Credo sia un progetto valido, e qualcosa di complessivamente nuovo. Qualcosa di così grande, però, non posso realizzarla da solo. Chiedo quindi aiuto a voi della blogosfera per idee (serve qualcuno che possa inquadrare la cosa da altri punti di vista), grafica e codice (che rilascerò sotto licenza open). Il sistema è già funzionante, seppur con un minimo di funzionalità.</p>
<p>Scrivo quindi qui sotto lo scopo, le varie caratteristiche ed i principi su cui si basa Mosaic.</p>
<h2>Scopo</h2>
<p>Fornire all&#8217;utente un modo di esprimersi in modo completo, quanto più svincolato possibile da schemi esistenti, ed integrato con le altre risorse del web. Esistono molte applicazioni web, ma nessuna centra esattamente il punto. Mosaic non vuole essere semplicemente un sistema di pubblicazione come lo sono i blog o i microblog. Vuole essere un sistema con cui l&#8217;utente può riflettere online il suo mondo: Post, Link, Citazioni. Non un pubblicare, quindi, ma più semplicemente un aggiungere al proprio profilo.</p>
<div id="attachment_301" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://mosaic.vigliag.co.cc/vigliag"><img class="size-medium wp-image-301" title="Mosaic" src="http://vigliag.files.wordpress.com/2009/10/mosaic.jpg?w=300&#038;h=182" alt="Screenshot di Mosaic" width="300" height="182" /></a><p class="wp-caption-text">Screenshot di Mosaic. Potete cliccarci su per accedere alla provvisorissima versione online</p></div>
<p><span id="more-275"></span></p>
<h2>Funzionalità</h2>
<ul>
<li>Un sistema a griglia, funzionalità fin ora riservata a portfolio o siti di testate giornalistiche, con cui l&#8217;utente possa disporre i contenuti a piacimento nelle pagine, dando evidenza a quelli che ritiene importanti, raccogliendoli e collegandoli come vuole. Vari widget permetteranno di creare vere e proprie pagine di presentazioni con, ad esempio, gli ultimi Tweet, una descrizione del libro che stiamo leggendo, una lista dei nostri album preferiti, degli ultimi post ecc&#8230;.</li>
<li>Un complesso sistema di tagging che permetta non solo di catalogare i post, ma anche di unirli fra loro, dare loro un filo conduttore. Un sistema di tagging che vada ben oltre le categorie o le keyword, ma che tramite un sistema RDF dia un vero e proprio significato semantico ai post. Per esempio, dare ad un post il tag &#8220;date:2-10-09&#8243; indicherà al sistema che quel post tratta di eventi avvenuti in quella data.</li>
<li>Un modo automatizzato con cui l&#8217;utente possa interfacciare facilmente il sistema con altri contenuti sul web, link a Youtube, Anobii, Last.fm, Deezer. Gestione, ad esempio, delle citazioni. Musica, foto, libri collegabili con facilità al post, arricchito in questo modo di nuove informazioni.</li>
</ul>
<h2>Stato Attuale</h2>
<ul>
<li>Sistema multiutente con registrazione e login (Restful-authentication)</li>
<li>Funzioni base di un cms, creazione di pagine-griglia, articoli, possibilità di impostare una pagina come home</li>
<li>Parsing di feed rss e importazione (parziale)</li>
<li>Creazione di Widget (Articolo, Feed Rss, lista ultimi articoli, bottone, contenuto statico html) inseribili nelle pagine o richiamabili ovunque tramite Ajax</li>
<li>Sistema di editing visuale della griglia tramite drag&amp;drop e modal windows jquery. L&#8217;output è puro html, il sistema di gestione dei widget lo elabora come xml e inserisce all&#8217;interno i widget. Il css si occupa dell&#8217;impaginazione</li>
<li>Nice urls: mosaic/nomeutente/nomepagina</li>
<li>Sistema di riferimenti: da un articolo è possibile inserire riferimenti ad altre opere (film, canzoni, libri) provvedendo anche un url. In futuro si potranno sfruttare per reperire informazioni aggiuntive e arricchire il post, inserire link semantici, ed aggiungere in modo facile preview direttamente nell&#8217;articolo (copertine di libri, spezzoni di musica, link a youtube).</li>
<li>Possibilità per l&#8217;utente di cambiare il nome e la descrizione del sito, nonché di scegliere il tema.</li>
<li>Tag tipo:tag, che dovrebbe permettere tutte le funzioni di cui prima (implementato ma ancora non utilizzato)</li>
<li>Possibilità di taggare i contenuti, e di richiamarli per tag. (funzionalità decisamente limitata)</li>
</ul>
<h2>Tecniche</h2>
<p>Mosaic è costruito interamente in Rails per la parte server-side e in Jquery per la parte client-side.<br />
I layout e il sistema per le pagine-griglia in particolare si basa su 960gs, sovrascritto in piccolissima parte per permettere agli utenti, tramite un sistema drag&amp;drop di inserire, modificare, ordinare, ridimensionare i widget in modo facile ed intuitivo. Un sistema di classi css permette di applicare temi al sito facilmente.</p>
<p>I widget sono scritti nella pagina attraverso un sistema lato server basato su Xml, questo sistema permette, a differenza di Ajax (anche supportato) usato da altri sistemi (netvibes) per caricare i widget nelle pagine, l&#8217;indicizzazione, da parte dei motori di ricerca, dei widget stessi.</p>
<h2>Il motivo</h2>
<p>Internet, fino a poco tempo fa era un mero sistema di fruizione di servizi e contenuti. Sono nati poi i blog, sugli argomenti più disparati, in cui è l&#8217;utente ad esprimersi ed a creare contenuti. Su questa scia sono nati Deviantart, Youtube, Blogger, WordPress.com, Anobii, Last.fm&#8230; seguiti dai social network e dai servizi di microblogging.</p>
<p>Non si tratta più solo di scrivere articoli, o di mettersi in contatto con altra gente. Né di dire online quello che si sta facendo. Si tratta di mettere online una parte di sé stessi, che sia scrivendo articoli, condividendo le proprie preferenze musicali, esprimendo parere sui libri letti, schizzi e disegni o dicendo al mondo cosa si sta facendo.</p>
<p>Io ho inziato, come fanno quasi tutti gli utilizzatori del servizio, con lo scrivere quello che mi passava per la testa sui messaggi personali di msn. È su quei messaggi che dovrebbero servire a dire la nostra disponibilità alla chat, infatti, a migliaia, scrivono citazioni, emozioni, dediche&#8230; esprimono la loro personalità.</p>
<p>A pensar bene, però, non era per niente una buona idea. C&#8217;è il limite dei caratteri, e, soprattutto, il fatto che i messaggi personali, una volta cambiati, sono definitivamente perduti.</p>
<p>E&#8217; questa la ragione che mi ha spinto, tempo fa, a rivedere seriamente il blog. L&#8217;avevo usato, fino a quel momento, per scrivere articoli sull&#8217;informatica. Quello che cercavo era, invece&#8230; beh, qualcosa a metà tra un diario e una bacheca personale in cui poter riversare tutto quello che mi passava per la testa. Citazioni (I Radiohead iniziavano a sostituire gli U2 e la musica pop sul mio lettore mp3) e riflessioni, più che altro.</p>
<p>Purtroppo un blog non funziona così, in un blog&#8230; beh, scrivi un articolo, lo pubblichi, quello va nei feed e gli altri lo leggono. I vecchi articoli vanno giù indipendentemente, nel dimenticatoio. No, non va bene per buttarci dentro qualche riga di una canzone. Scrivendo lì pensieri e citazioni, però, i feed sarebbero pieni di quelli. Per non contare che chi avesse visitato il blog avrebbe avuto molta difficoltà ad &#8220;incontrare&#8221; gli articoli &#8220;completi&#8221; come quello che state leggendo.</p>
<p>Poi ho scoperto Twitter, che ho trovato semplicemente fantastico. Lì potevo finalmente scrivere quello che mi passava per la testa (solitamente meno di 140 caratteri), e sarebbe stato comunque accessibile ad un pubblico molto più ampio e vario di quello dei miei contatti msn. Per non contare l&#8217;esperienza social (tramite cui, direttamente o indirettamente, ho conosciuto molti dei miei amici).</p>
<p>Twitter ha però un problema: Tutto, alla fine, è rumore di fondo, che il sistema di risposte non fa altro che alimentare. I tweet più antichi vengono irrimediabilmente perduti (nessuno andrà mai a sfogliarseli a ritroso). Il sistema è diventato molto più del &#8220;cosa stai facendo&#8221;, ha aperto le porte su una nuova fase del web2.0 e del social web, ma diventa inefficente e, soprattuto, per niente adatto a mettere online i propri contenuti (citazioni e brevi messaggi).</p>
<p>L&#8217;utente di twitter si trova davanti una pagina home sovraccarica, che non fa distinzione tra tweet letti e tweet non letti. Le risposte, non si capisce a quale discussione appartengano. E, per essere sicuri di non perdere neanche un tweet dei nostri amici, dobbiamo sfogliare a ritroso le pagine di twitter fino a che non troviamo che &#8220;ok, da qui in poi li ho già letti&#8221;.</p>
<p>Esistono molti servizi sulla scia di twitter, tra cui voglio citare Jaiku, Pownce (il mio preferito), FriendFeed e Meemi. Che, con tracking delle conversazioni, #tag, possibilità di postare qualsiasi cosa (immagini, citazioni&#8230; non di solo testo sono fatti i pensieri), offrono all&#8217;utente un esperienza decisamente più completa, sia dal punto di vista sociale, sia come sistemi di espressione personale (poter inserire citazioni con una categoria apposita è senza dubbio molto meglio).</p>
<p>Da bravo incontentabile, però, trovo che a questi servizi manchi ancora qualcosa.</p>
<p>Il motivo per cui mi sono iscritto a questi servizi era di riversare online quanto più di me, di rendere pubblici ed accessibili a tutti i miei pensieri. I miei pensieri sono sì online, ma sono accessibili?</p>
<p>I tweet, post (come si voglia chiamarli), però, vanno giù con il tempo, perdendosi negli archivi. Benché siano presenti categorie e tag, i nostri contenuti, si perdono subito sotto una valanga di altri tweet, o nelle seconde o terze pagine dei blog. E se invece volessi poter mettere in risalto alcuni miei pensieri? Dare loro un importanza, conservarli?</p>
<p>Da qui nasce l&#8217;idea di Mosaic, e di un sistema di contenuti che, fuori dalle categorie fisse quali i blog o i servizi di microblogging, dia all&#8217;utente la piena libertà di espressione.</p>
<p>Elenco ora, in diversi punti, le varie idee che mi hanno portato a Mosaic (e su cui questo si basa).</p>
<h2>Spiegazione delle Features</h2>
<h3>1: I nick e la griglia</h3>
<p>La prima viene da una ragazza a cui voglio troppo bene, ed, in particolare, dal suo chilometrico nick su msn. Scriveva, in pratica, nel suo nick, molto di quello che voleva dire, c&#8217;erano dediche alla sua migliore amica, al suo libro preferito, ecc&#8230; tutto accostato in questo modo:</p>
<p>Nick (che continuava a cambiare :)) | Dedica/frase1|Dedica/frase2|Dedica/frase3</p>
<p>A tutte le parti uno spazio (qui però vado un po di immaginazione, l&#8217;idea mi è piaciuta troppo) ed un ordine. E se si potesse fare così anche con i nostri blog? Se si potessero mostrare, così, con questa facilità, le cose che amiamo di più, gli articoli che vogliamo mettere più in mostra? E se, allo stesso modo, si potesse dar loro uno spazio ed un ordine in base alla loro importanza?</p>
<p>L&#8217;unico modo per sfruttare questa libertà è, secondo me, tramite un sistema a griglia. Un sistema che vediamo spesso in alcune pagine di portfolio professionali. Quello che voglio ottenere è qualcosa di simile, deve essere però facilmente e velocemente editabile e a disposizione di tutti.</p>
<h3>2: I post collegati e filo logico</h3>
<p>Per questa idea devo ringraziare storytlr, un servizio web che ho scoperto, apprezzato moltissimo, e mai usato. Ve lo spiego in breve: si importano tutte le nostre &#8220;tracce sul web&#8221;, si da loro un ordine, un filo logico, per narrare una storia (la nostra) attraverso questi &#8220;frammenti&#8221; importati da altri servizi web.</p>
<p>Non è fantastico? E&#8217; ben oltre le categorie, ben oltre i &#8220;post forse correlati&#8221; che si trovano dopo i post in molti blog wordpress.</p>
<p>Ordinare e commentare una storia usando i nostri frammenti è però decisamente impegnativo, e non sempre facilmente fattibile&#8230; Penso che lo stesso effetto si potrebbe avere tramite un sistema di tag, ordinando i frammenti secondo la data di pubblicazione. Più facile e veloce.</p>
<p>E se non si fermasse solo ai nostri, di &#8220;frammenti&#8221;? Se, ad esempio (qui ringrazio Nicola Greco per aver scritto in chat &#8220;Meme tracker&#8221;), si potessero collegare nello stesso modo post di blog diversi? Creare vere e proprie conversazioni tra blog?</p>
<h3>3: Le liste di Live spaces ed Anobii</h3>
<p>Questa idea la prendo invece dalle liste dei Live Spaces di Msn e da social network quali Anobii e Last.fm.</p>
<p>L&#8217;idea è questa: I libri che abbiamo letto, la musica che ascoltiamo&#8230; sono tutte cose che fanno parte di noi, che nel &#8220;profilo online&#8221; che vogliamo crearci non possono mancare. Sarebbe bello poterli importare dai Social Network specifici, tramite api, o dare agli utenti un modo semplificato per mostrare nel loro profilo i &#8220;badge&#8221; già pronti. le nostre preferenze musicali, i libri che abbiamo letto, come lista ed esporli in bella vista con un widget.</p>
<p>Trovo inoltre che le liste siano un tipo di contenuto valido quanto gli articoli di testo semplice, le citazioni, le immagini. Si può fare una lista di qualsiasi cosa, dei tuoi migliori amici, dei tuoi libri preferiti&#8230; (fare liste non è una pratica tanto infantile :P), dovrebbero esserci. Se legate poi a questi servizi esterni sarebbero, secondo me, una funzione di grande utilità.</p>
<h3>4: Le reference e i link semantici</h3>
<p>Questa è una funzione per di più semantica. Non capita di rado che un post faccia riferimenti, direttamente o indirettamente a Canzoni, Libri o altri post (a me capita spessisimo). E&#8217; possibile creare un interfaccia utente che, tramite ajax, permetta a questo di inserire dei &#8220;riferimenti&#8221; all&#8217;interno del post, sfruttando le grandi capacità del web semantico: non sarebbe difficile, integrando il sistema con Anobii, Amazon ed altri (ad esempio per i riferimenti ad i libri) creare poi collegamenti semantici tra post ed elementi, come anche arricchire il Post con contenuti correlati.</p>
<p>Il blogger sarà così in grado, ad esempio, di recensire un libro, che verrebbe automaticamente collegato (tramite rdfa) al post. Il sistema potrebbe in automatico reperire la copertina del libro e le sue tag da Amazon, e &#8220;attaccare&#8221; entrambe al post in questione.</p>
<p>L&#8217;idea è semplice, e credo aprirebbe un mare di possibilità all&#8217;applicazione web.</p>
<h3>5: Il controllo sul flusso</h3>
<p>Pubblicare qualcosa significa di più che scriverla. Significa, appunto, renderla pubblica, legarla al preciso momento in cui si preme l&#8217;apposito tasto, alle condizioni di quel momento, ecc.</p>
<p>Esempio veloce: Che succede se scrivo un post pessimistico sull&#8217;amore mentre sono fidanzato? Niente, se lo metto nella mia pagina web e basta. Il post viene pensato come semplice &#8220;aggiunta al profilo&#8221;. Se lo pubblico, però, sul mio blog? Quello finirà in automatico sui feed. Non hai solo scritto un post sull&#8217;amore, hai scritto un post sull&#8217;amore, nel determinato momento in cui sei fidanzato, facendo conoscere a tutti che l&#8217;hai scritto. (facendo nascere strani pensieri nella mente perversa dei tuoi lettori e della fidanzata)</p>
<p>Sono due cose diverse, secondo me, esprimere qualcosa e urlarla ai quattro venti. Scrivere (aggiungere al blog) e Pubblicare (mettere nel nostro &#8220;flusso in uscita&#8221;, nei nostri feed) devono essere, a mio parere, due cose distinte e separate. E dovremmo poter gestire questo flusso in uscita (che sia un FriendFeed oppure un Feed Rss) in tutto e per tutto.</p>
<p>Applicare questa distinzione è facile. Basta che, accanto al tasto pubblica, si metta una form in cui si può scegliere se aggiungere l&#8217;articolo nel flusso, con quale data, e con quale messaggio.</p>
<h2>Appello</h2>
<p>Prego chiunque fosse interessato o volesse collaborare di contattarmi via email a vigliag@gmail.com<br />
Si accettano altresì consigli, idee, impressioni.</p>
<p>Chi fosse interessato può anche fare un giro nelle pagine di amministrazione, il tutto però è ben lontano dall&#8217;essere usabile.</p>
<blockquote><p>http://mosaic.vigliag.co.cc</p>
<p>user: guest</p>
<p>passw: guestpsw</p></blockquote>
<p>Grazie per la vostra attenzione</p>
<div id="_mcePaste" style="overflow:hidden;position:absolute;left:-10000px;top:168px;width:1px;height:1px;">
<div id="attachment_301" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://vigliag.files.wordpress.com/2009/10/mosaic.jpg"><img class="size-medium wp-image-301" title="Mosaic" src="http://vigliag.files.wordpress.com/2009/10/mosaic.jpg?w=300&#038;h=182" alt="Screenshot di Mosaic" width="300" height="182" /></a><p class="wp-caption-text">Screenshot di Mosaic</p></div>
</div>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/vigliag.wordpress.com/275/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/vigliag.wordpress.com/275/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/vigliag.wordpress.com/275/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/vigliag.wordpress.com/275/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/vigliag.wordpress.com/275/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/vigliag.wordpress.com/275/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/vigliag.wordpress.com/275/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/vigliag.wordpress.com/275/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/vigliag.wordpress.com/275/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/vigliag.wordpress.com/275/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=vigliag.wordpress.com&blog=393264&post=275&subd=vigliag&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Mosaic</media:title>
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			<media:title type="html">Mosaic</media:title>
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	</item>
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		<title>Sull&#8217;essere speciali</title>
		<link>http://vigliag.wordpress.com/2009/08/20/sullessere-speciali/</link>
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		<pubDate>Thu, 20 Aug 2009 19:38:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vigliag</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[Piccole riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Vii]]></category>

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		<description><![CDATA[Basta poco a spiazzarmi: canzoni, poesie&#8230; persone care.
Questa meraviglia l&#8217;ho trovata su di un libro del mio adorato Gianni Rodari, cercando storie a caso fra I Cinque Libri per esercitarmi nella lettura ad alta voce.
Io so la storia dell&#8217;uomo piú bravo del mondo ma non so se vi piacerà. Ve la racconto lo stesso?
Ve lo racconto.
Si [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=vigliag.wordpress.com&blog=393264&post=273&subd=vigliag&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Basta poco a spiazzarmi: canzoni, poesie&#8230; persone care.<br />
Questa meraviglia l&#8217;ho trovata su di un libro del mio adorato Gianni Rodari, cercando storie a caso fra <span style="background-color:#ffffff;"><em>I Cinque Libri</em> per esercitarmi nella lettura ad alta voce.</span></p>
<blockquote><p>Io so la storia dell&#8217;uomo piú bravo del mondo ma non so se vi piacerà. Ve la racconto lo stesso?<br />
Ve lo racconto.<br />
Si chiamava Primo, e fin da piccolo aveva deciso: &#8211;  Primo di nome e di fatto. Sarò sempre il primo in tutto.<br />
E invece era sempre l&#8217;ultimo: era l&#8217;ultimo ad aver paura, l&#8217;ultimo a scappare, l&#8217;ultimo a dir bugie, l&#8217;ultimo a far cattiverie, ma così l&#8217;ultimo che cattiverie non ne faceva per niente.<br />
I suoi amici erano tutti primi in qualche cosa. Uno era il primo ladro della città, l&#8217;altro il primo prepotente del quartiere, un terzo il primo sciocco del casamento. E lui invece era sempre l&#8217;ultimo a dire sciocchezze, e quando veniva il suo turno di dirne una stava zitto.<br />
Era l&#8217;uomo piú bravo del mondo ma fu l&#8217;ultimo a saperlo. Cosí ultimo, che non lo sapeva per niente.<span style="background-color:#ffffff;"> </span></p></blockquote>
<p>E tutti i nostri sforzi per essere speciali? Dove vanno a finire?</p>
<p><span id="more-273"></span></p>
<p>Cosa cerchiamo in fondo, non lo sappiamo nemmeno noi. In questa vita interpretiamo tutti un ruolo, che ci viene dato, o che, mi piace pensare, ci scegliamo. Quale però? Cosa fare della nostra vita per darle un senso?</p>
<p>Forse basta solo&#8230; vivere così. Come il protagonista del racconto, al meglio.</p>
<p>Ma come esattamente? Come e di cosa vive esattamente il protagonista del racconto? Beh, possiamo leggere ed  immaginare.<br />
Prima di tutto, Primo si comporta bene, verso se stesso, verso il prossimo. Non fa cattiverie, non fa il male, aderisce a tutte le regole sociali. È buono :)<br />
Tutto qui? Sì! Come no&#8230; e che significa?</p>
<p><span style="background-color:#ffffff;">Direi che semplicemente&#8230; è un buon uomo, sì, un buon essere umano, un bravo cittadino, una brava persona :P<br />
Fondamentalmente aderisce al 100% a quello che è il suo ruolo nella società e nel mondo, alle regole, al posto che gli è stato dato. </span></p>
<p><span style="background-color:#ffffff;">Forse è questo il tutto, il vivere bene, il miglior uso che si possa fare di una vita.<br />
Non si cerca un ruolo. Si è speciali perché si è normali, buoni, giusti.</span></p>
<p><span style="background-color:#ffffff;">Non la penso, però, così. Perché prima di essere bravi uomini e cittadini, dobbiamo essere noi stessi. Fuori dalle regole, schemi convenzioni. Comportarci in un certo modo perché siamo, la pensiamo così, non perché è così che dobbiamo comportarci.<br />
Dare il meglio di noi stessi, essere, in mezzo a tanti prima e dopo di noi, semplicemente noi stessi. Sviluppare e migliorare noi stessi, dare il nostro meglio, sempre. <span style="text-decoration:underline;">Dobbiamo</span> essere speciali.</span></p>
<p><span style="background-color:#ffffff;">Tutti noi cerchiamo un ruolo di protagonista&#8230; ho sempre pensato che se mi fosse capitato un ruolo &#8220;malvagio&#8221; non avrei avuto ugualmente problemi ad interpretarlo. Purché fosse speciale.</span></p>
<p><span style="background-color:#ffffff;">Non speciale in quanto famoso o popolare o necessario. Speciale perché insostituibile, speciale perché me stesso.</span></p>
<p><span style="background-color:#ffffff;">E mi convinco sempre di più che l&#8217;unico modo di esserlo è di esserlo per gli altri. Per le persone che amiamo. </span></p>
<p><span style="background-color:#ffffff;"><span style="text-decoration:underline;">Siamo speciali perché amiamo</span>. </span></p>
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		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Lasciare una storia</title>
		<link>http://vigliag.wordpress.com/2009/06/29/lasciare-una-storia/</link>
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		<pubDate>Mon, 29 Jun 2009 06:03:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vigliag</dc:creator>
				<category><![CDATA[Piccole riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[le tre gemelle e una strega]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[rpg]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi è venuto in mente durante l&#8217;ultimo saggio di danza di mia sorella, a cui ho assistito ieri. Lo spettacolo era a tema Walt Disney ed era strutturato in modo da dare una carrellata delle più famose storie Disney.
Proprio questo susseguirsi di vicende, questo aprirsi e chiudersi di storie, mi ha fatto venire in mente [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=vigliag.wordpress.com&blog=393264&post=256&subd=vigliag&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Mi è venuto in mente durante l&#8217;ultimo saggio di danza di mia sorella, a cui ho assistito ieri. Lo spettacolo era a tema Walt Disney ed era strutturato in modo da dare una carrellata delle più famose storie Disney.</p>
<p>Proprio questo susseguirsi di vicende, questo aprirsi e chiudersi di storie, mi ha fatto venire in mente la strana (quanto rara) sensazione che si ha quando si deve lasciare una storia per viverne un altra.</p>
<p>Come spiegarlo? Questa sensazione si vive molto frequentemente anche negli Rpg, o in particolari giochi d&#8217;avventura¹, ma il miglior esempio che mi viene in mente sono le avventure di &#8220;Le tre gemelle e una strega&#8221; che ero solito vedere da piccolo.</p>
<p>Le tre gemelle entrano in una storia, su cui influiscono, in cui rendono possibile un lieto fine. Vivono delle vere e proprie storie, altre vite, altre trame, con altri personaggi. Poi però, lieto fine o meno, il mondo che hanno creato lo devono lasciare, con i personaggi a cui si sono affezionate.</p>
<p>Loro tornano a casa in ogni caso, la storia, niente più forse che una fantasia, va però avanti, per conto suo. E&#8217; così che immagino la vita, e quella immagino sia la sensazione con cui si abbandona questa magnifica storia.</p>
<p>Quello che facciamo in questo mondo, il bene, il male&#8230; niente importerà più alla fine, ma è nostra responsabilità² vivere nel miglior modo possibile, fare in modo che la storia abbia un lieto fine.</p>
<p>Lasciamo semplicemente la storia a se stessa, una situazione che può piacerci o no, una situazione che come individui (come protagonisti!) abbiamo contribuito a creare.</p>
<p>Torniamo a casa, alla fine. Rimarrà qualcosa?</p>
<h4>Note:</h4>
<p>¹Quelli con trama variabile, o sottotrame&#8230; la storia la finisci in ogni caso, anche senza, ma decidi tu se rischiare la tua vita per salvare un dato personaggio, decidi tu se fare felice un determinato personaggio non giocante, migliorando così il mondo in cui la storia si svolge. Cosa resta, alla fine? Ok, a parte l&#8217;aver completato il gioco al 100% e passato piacevolmente qualche ora in più? Cosa resta, a parte questo? La soddisfazione di aver reso quel <span style="text-decoration:underline;">nostro</span> mondo fantastico migliore. Cosa resta quando si arriva all&#8217;inevitabile finale? Ecco, quella è la sensazione che intendo.<br />
La differenza è che noi giochiamo con la vita (nostra e degli altri), agiamo al massimo livello possibile.</p>
<p>²Mi ricorda una corrente filosofica di cui mi ha parlato una volta mio padre, leggendo ad alta voce uno dei rari libri a cui si dedica: La vita non ha alcun senso di per se, non c&#8217;è nessun Dio, nessun ideale di Bene, siamo noi che le diamo un senso, un significato. Come idea è molto interessante.</p>
 Tagged: le tre gemelle e una strega, riflessioni, rpg, storie, vita <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/vigliag.wordpress.com/256/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/vigliag.wordpress.com/256/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/vigliag.wordpress.com/256/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/vigliag.wordpress.com/256/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/vigliag.wordpress.com/256/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/vigliag.wordpress.com/256/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/vigliag.wordpress.com/256/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/vigliag.wordpress.com/256/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/vigliag.wordpress.com/256/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/vigliag.wordpress.com/256/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=vigliag.wordpress.com&blog=393264&post=256&subd=vigliag&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Potere, effetto e posto</title>
		<link>http://vigliag.wordpress.com/2009/06/26/potere-effetto-e-posto/</link>
		<comments>http://vigliag.wordpress.com/2009/06/26/potere-effetto-e-posto/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2009 05:43:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vigliag</dc:creator>
				<category><![CDATA[Piccole riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Vii]]></category>
		<category><![CDATA[citazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Goethe]]></category>
		<category><![CDATA[noia]]></category>
		<category><![CDATA[personali]]></category>
		<category><![CDATA[tempo]]></category>
		<category><![CDATA[utilità]]></category>
		<category><![CDATA[Werther]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco il primo post della categoria &#8220;Piccole riflessioni&#8221;, che raccolgo qui, per quanto siano stupide, dato che altrove andrebbero perdute. (beh, il mio blog è qui per esprimere me, e io sono tutt&#8217;altro che vuoto).
La riflessione (del tutto teorica* e ipotetica) mi viene ora dallo splendido &#8220;I dolori del giovane Werther&#8221; di Goethe
Oh, così mortale [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=vigliag.wordpress.com&blog=393264&post=223&subd=vigliag&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Ecco il primo post della categoria &#8220;Piccole riflessioni&#8221;, che raccolgo qui, per quanto siano stupide, dato che altrove andrebbero perdute. (beh, il mio blog è qui per esprimere me, e io sono tutt&#8217;altro che vuoto).</p>
<p>La riflessione (del tutto teorica* e ipotetica) mi viene ora dallo splendido &#8220;I dolori del giovane Werther&#8221; di Goethe</p>
<blockquote><p>Oh, così mortale è l&#8217;uomo che anche la dove egli ha la vera certezza del suo essere, là dove produce  l&#8217;unico effetto vero della sua presenza, anche nella memoria, nel cuore dei suoi cari, deve perire, sparire, e così presto!</p></blockquote>
<p>ecco qui&#8230; vivere, esistere, significa produrre un effetto nel mondo esterno. Il potere, per l&#8217;uomo, è il fondamento di tutto.</p>
<p>E&#8217; il poter fare, è il poter agire, è il poter avere una parte, è il poter rendere felici gli altri che ci rende vivi. Null&#8217;altro. E null&#8217;altro ci rende felici.</p>
<p>Non c&#8217;è niente peggio della noia per l&#8217;uomo. L&#8217;uomo ha bisogno, diceva Pascal, di distrarsi dalla riflessione sui veri problemi della vita, che gli vengono dalla sua disperata condizione di essere imperfetto. Per questo l&#8217;uomo ha bisogno di agire.</p>
<p>Sono d&#8217;accordo solo fino ad un certo punto. L&#8217;uomo non ha bisogno di distrazione per non riflettere, l&#8217;uomo ha bisogno di sentirsi utile, di sentirsi vivo! Perché l&#8217;unico modo di affrontare la vita è quella di &#8220;viverla al massimo&#8221;, di viverla al meglio. Non un solo attimo deve essere sprecato. (Le grandi riflessioni sulla vita non portano a niente, la vita va vissuta, stop)</p>
<p>Il tempo dedicato al divertimento è dunque sprecato? Non per noi stessi, il divertimento, anche quando collegato a qualcosa di completamente inutile e controproduttiva, è qualcosa che sentiamo utile, qualcosa che ci permette di tenere buono, scendendo a patti, quel nostro Io che noi stessi ci creiamo e di cui ci crediamo schiavi.</p>
<blockquote><p><a href="http://www.realtoread.net/marillion/liriche/happiness.html">You&#8217;re a slave to your mind<br />
But you are not your mind<br />
You are not your pain<br />
Say it again</a></p></blockquote>
<p>L&#8217;unico motivo per cui tolleriamo il divertimento è perché è una concessione che facciamo a noi stessi nella vana paura di collassare, nessuno può vivere di solo divertimento.</p>
<p>Ho parlato di divertimento inutile (se non a placare noi stessi)&#8230; definiamolo: <em>le attività non lavorative unicamente fine a se stesse e senza alcun effetto su di noi o sull&#8217;esterno</em>. Non mi vengono molti esempi in proposito: videogiochi e televisione. Le 2 forme d&#8217;arte di cui è più facile abusare, che più sono inclini a prendere il nostro tempo (sprecandolo come fa la noia) senza lasciarci niente.</p>
<p>L&#8217;arte, invece, molte volte, è tutt&#8217;altro che inutile: pittura, lettura, scrittura, musica, cinema, videogiochi (a volte), sono tutte forme in grado di affinare la nostra sensibilità, di trasmetterci valori, innescare riflessioni, renderci critici o creativi. L&#8217;arte è senza dubbio il miglior modo, dopo l&#8217;esperienza diretta con le persone giuste, di migliorare, arricchire noi stessi.</p>
<p>Sempre nell&#8217;ambito delle attività non inerenti al lavoro (che ha la mera, ma nobile, funzione di mantenerci in vita). Le relazioni sociali hanno una grandissima importanza. Agiamo sugli altri, viviamo davvero influenzando al massimo livello il mondo che ci circonda, e impariamo davvero da coloro che ci stanno vicino (sempre circondarsi di persone da cui possiamo imparare e che possono imparare da noi).</p>
<p>Ritornando alla citazione: l&#8217;unico vero effetto della nostra presenza (e quindi l&#8217;unica cosa che determina se viviamo davvero) è negli altri, nei loro cuori, nella loro memoria.</p>
<p>La citazione parla anche di un dove. E mi sembra solo adesso di capire la frase (che spesso si sente nei film) &#8220;Il tuo posto (non)è qui&#8221;.</p>
<p>Viaggiare, avere <a href="http://lyricwiki.org/Kings_Of_Convenience:Homesick">nostalgia</a>&#8230; (un altra canzone che mi non posso non citare e che entra a pieno merito nella riflessione)</p>
<p>Io mi ci perdo nelle citazioni&#8230;</p>
<p>Quindi continuo&#8230;</p>
<p>No, non continuo. Avevo preso il Piccolo Principe per trarne una citazione, ma leggendo il passo completo viene fuori una riflessione molto più grande di quella che volevo fare. &#8220;Ma questo è un&#8217;altro post&#8230;&#8221;</p>
<p>*Quando si è nella mia età si continua a sfornare in continuazione teorie sulla vita (questa frase ne è un esempio)</p>
 Tagged: citazioni, Goethe, noia, personali, tempo, utilità, Werther <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/vigliag.wordpress.com/223/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/vigliag.wordpress.com/223/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/vigliag.wordpress.com/223/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/vigliag.wordpress.com/223/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/vigliag.wordpress.com/223/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/vigliag.wordpress.com/223/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/vigliag.wordpress.com/223/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/vigliag.wordpress.com/223/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/vigliag.wordpress.com/223/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/vigliag.wordpress.com/223/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=vigliag.wordpress.com&blog=393264&post=223&subd=vigliag&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Buon 2009</title>
		<link>http://vigliag.wordpress.com/2009/01/01/buon-2009/</link>
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		<pubDate>Wed, 31 Dec 2008 23:37:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vigliag</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://vigliag.wordpress.com/?p=190</guid>
		<description><![CDATA[Auguro un 2009 felice e sereno a tutti :)
E ringrazio tante persone, che mi sono state vicine, che non mi hanno fatto sentire solo, che mi hanno fatto sentire apprezzato, voluto bene. La mia famiglia, i miei amici, in particolare una mia amica, che per me, voglio che lo sappia, significa molto.
Voglio dire a tutte [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=vigliag.wordpress.com&blog=393264&post=190&subd=vigliag&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Auguro un 2009 felice e sereno a tutti :)</p>
<p>E ringrazio tante persone, che mi sono state vicine, che non mi hanno fatto sentire solo, che mi hanno fatto sentire apprezzato, voluto bene. La mia famiglia, i miei amici, in particolare una mia amica, che per me, voglio che lo sappia, significa molto.</p>
<p>Voglio dire a tutte queste persone un grosso grazie e che le voglio bene. E  faccio a loro l&#8217;augurio di un 2009 fantastico.</p>
<p>Grazie di tutto.</p>
<p>Gabriele Viglianisi<br />
vigliag@gmail.com</p>
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		<item>
		<title>Sull&#8217;amore via internet</title>
		<link>http://vigliag.wordpress.com/2008/11/28/sullamore-via-internet/</link>
		<comments>http://vigliag.wordpress.com/2008/11/28/sullamore-via-internet/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 28 Nov 2008 20:34:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vigliag</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vii]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://vigliag.wordpress.com/?p=147</guid>
		<description><![CDATA[[Edit 1/12 cambiato completamente impostazione del post :P ]
Devo ammetterlo&#8230; questi sono proprio tempi strani. Mi sento un po come un bambino in un nuovo mondo, che fa una scoperta dopo l&#8217;altra.
Mi appunto anche questo mio &#8220;ragionamento&#8221; perché temo che la mia memoria non sia all&#8217;altezza.
Allora&#8230; da dove inziare&#8230;
Diciamo che fin&#8217;ora l&#8217;amore (sembra di scrivere [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=vigliag.wordpress.com&blog=393264&post=147&subd=vigliag&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>[Edit 1/12 cambiato completamente <span style="text-decoration:line-through;">impostazione del</span> post :P ]</p>
<p>Devo ammetterlo&#8230; questi sono proprio tempi strani. Mi sento un po come un bambino in un nuovo mondo, che fa una scoperta dopo l&#8217;altra.</p>
<p>Mi appunto anche questo mio &#8220;ragionamento&#8221; perché temo che la mia memoria non sia all&#8217;altezza.</p>
<p>Allora&#8230; da dove inziare&#8230;</p>
<p>Diciamo che fin&#8217;ora l&#8217;amore (sembra di scrivere banalità) l&#8217;ho sempre tralasciato. Mi sono detto che ho troppi difetti, che nessuna mi avrebbe mai voluto come compagno finché non fossi riuscito a darmi una &#8220;sistemata&#8221;, e che, pertanto fin&#8217;ora ero ufficialmente non interessato alle ragazze.</p>
<p>Tutte scuse? Ovviamente (ma resto comunque convinto che per ora non ho speranza)</p>
<p>Comunque sia&#8230; da un po di tempo conosco via internet una ragazza (abbastanza lontana, per il vero), con cui, ho scoperto, mi piace moltissimo chattare, addirittura da sentirne la mancanza quando non c&#8217;è.</p>
<p>L&#8217;altro giorno è successa una cosa strana&#8230; non so come, da una conversazione con lei mi sono sentito apprezzato. E&#8217; stata una bella sensazione, almeno il prenderne consapevolezza . Il fatto che una persona ti chiami solo per parlare, perché apprezza la tua compagnia, invece che per chiederti favori o perché non ha altro da fare&#8230; beh, è stata una cosa per me abbastanza strana, nuova (probabilmente sarà capitato altre volte ma non me ne sono mai reso conto, o forse è solo una conseguenza psicologica del chattare con una ragazza :P)</p>
<p>Poi, accortomi, durante una sua assenza che effettivamente mi mancava mi sono chiesto: perché mi manca tanto quando non c&#8217;è, c&#8217;è forse qualcosa? Mi piace, me ne sono forse invaghito? (notare che corro troppo :P)<br />
Non ho ancora chiaro come ci si possa innamorare di una persona che si conosce fisicamente (nemmeno attraverso foto). Ho chiesto ad un amico, al quale (povero lui&#8230;) è capitato 2 volte, ma non sa ancora spiegarsi esattamente come avvenga.</p>
<p>Ho deciso quindi di rifletterci su ed approfondire la questione: può esistere un rapporto di amore completamente &#8220;virtuale&#8221;? che possibilità ha un rapporto del genere di funzionare?</p>
<p>(Notare bene, le prossime righe sono riferite in generale, sarei un folle a farmi tutti questi problemi per quella che per ora è solo una sensazione, non credete ?)</p>
<p>Alla prima domanda tenderei a rispondere sì&#8230; i rapporti di amore via internet possono esistere (si dice che l&#8217;importante è quello che si è dentro, non l&#8217;aspetto fisico), dopotutto internet è nato per mettere in comunicazione persone lontane, ma, mancando una conoscenza fisica, il rapporto rischia di rimanere incompleto, a cui mancherà sempre qualcosa. Mi sembra inolte necessario fare un&#8217;altra precisazione, l&#8217;amore può sbocciare grazie ad internet, <a href="http://vigliag.wordpress.com/2008/11/07/il-social-web-e-la-societa-moderna/">internet è un grande strumento per conoscere gente</a>, ma i rapporti nati via internet nascono, appunto, con la speranza di trasformarsi in rapporti reali. Ora&#8230; che succede se non si riesce a vedere, nemmeno in un futuro prossimo, la possibilità di un incontro dal vivo? L&#8217;amore rischierebbe di rimanere inconsistente, e, poiché fra due innamorati la voglia di vedersi c&#8217;è (eccome&#8230;), la cosa potrebbe diventare frustrante.</p>
<p>E  sarebbe giusto a quel punto rinunciare ad amori &#8220;reali&#8221; per una relazione così inconsistente? A meno che non si facciano &#8220;patti chiari&#8221; fin da subito in previsione del problema il rapporto è destinato a spezzarsi presto&#8230; almeno per come la vedo io.</p>
<p>Patti chiari&#8230; è una cosa che ammiro&#8230; soprattutto perché, non avendo io mai capito niente di come queste cose &#8220;dovrebbero andare da se&#8221; risultano utili come &#8220;regolamento&#8221;.</p>
<p>Altra domanda: Queste cose dovrebbero &#8220;andare da se&#8221;, essere spontanee, giusto? L&#8217;ostacolo principale spesso in questi casi è la timidezza, che su internet è un problema molto minore. Viene quindi da chiedersi: questo rapporto via internet è qualcosa &#8220;che va da se&#8221;, spontaneo o una mera &#8220;imitazione&#8221; di un rapporto reale ?</p>
<p>A mio parere su internet è spontaneo un rapporto di amicizia, di stare bene assieme, di volersi bene&#8230; ma non si può parlare di amore propriamente detto&#8230; conoscersi, corteggiarsi ecc va bene, ma un &#8220;fidanzamento&#8221; o comunque uno stare assieme sembra piu una forzatura, anche solo per il poco tempo da dedicare l&#8217;un l&#8217;altra, per la distanza, e, soprattutto, per l&#8217;impossibilità di fare e vivere tutti progetti &#8220;di vita insieme&#8221; .</p>
<p>Vale quindi davvero la pena di trasformare un rapporto di amicizia in un vero e proprio &#8220;stare assieme&#8221;? &lt;Alla fine la relazione cambierebbe solo &#8220;burocraticamente&#8221;&gt; ha detto il mio amico di prima. Io aggiungerei anche il fattore psicologico, la relazione potrebbe diventare piu &#8220;gustosa&#8221; ma aumenterebbe molto il rischio di diventare frustrante o finire male (taglio completo dei contatti e fine dell&#8217;amicizia).</p>
<p>Secondo me no, non vale la pena rischiare. A meno che, come ho detto prima, non si facciano &#8220;patti chiari&#8221;, in quel caso però la relazione sarebbe piu simile ad un gioco, a qualcosa di poco serio (di solito non si pongono limiti all&#8217;amore, o sbaglio ?).</p>
<p>Ritornando al mio caso:</p>
<p>Beh, dopo aver riflettuto e riflettuto (e dopo aver avuto modo di parlare con lei negli scorsi giorni) &#8230; sappia che la reputo una grande, la stimo, e la ringrazio per avermi ispirato questo post&#8230; e che non deve preoccuparsi, ora che entusiasmo e mille alti complessi psicolgici sono caduti, credo catalogherò anche questa come una delle mie solite, poco durature, &#8220;corse con il pensiero&#8221;.</p>
<p>E ringrazio anche alcuni miei amici (su cui ho scoperto di poter contare) per le loro esperienze, opinioni e pareri che mi sono serviti da base per la riflessione.</p>
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		<item>
		<title>Delirio</title>
		<link>http://vigliag.wordpress.com/2008/11/23/delirio/</link>
		<comments>http://vigliag.wordpress.com/2008/11/23/delirio/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 23 Nov 2008 19:39:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vigliag</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vii]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; da un po che ho strani pensieri per la testa.
Ho preso molte decisioni di questi tempi:
ho deciso, perché odio l&#8217;ipocrisia, di smettere di considerarmi cattolico,
ho deciso di smettere di considerarmi politicamente corretto, anzi, un relativista convinto (ve ne accorgerete, forse, nei prossimi post)
ho deciso di scrivere su questo blog
ho deciso che avrei riflettuto a [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=vigliag.wordpress.com&blog=393264&post=142&subd=vigliag&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>E&#8217; da un po che ho strani pensieri per la testa.</p>
<p>Ho preso molte decisioni di questi tempi:<br />
ho deciso, perché odio l&#8217;ipocrisia, di smettere di considerarmi cattolico,<br />
ho deciso di smettere di considerarmi politicamente corretto, anzi, un relativista convinto (ve ne accorgerete, forse, nei prossimi post)<br />
ho deciso di scrivere su questo blog<br />
ho deciso che avrei riflettuto a fondo, e di dedicare alla riflessione i miei tempi vuoti<br />
ho deciso di mollare il superfluo (quando capirò cosa lo è e cosa significa)<br />
ho deciso di non voler essere un ragazzo come gli altri, uno qualsiasi tra milioni nella storia</p>
<blockquote><p>many too many have stood were i stand now, many more will stand here too</p></blockquote>
<p>se conoscete la citazione lasciate perdere il resto del testo della canzone, c&#8217;entrano solo queste prime 2 righe e l&#8217;incertezza per il futuro</p>
<p>ho deciso che non avrei rinunciato a cercare, non mi sarei arreso alla vita quotidiana, alla &#8220;solita&#8221; vita già scelta per me&#8230;</p>
<p>ho deciso stasera di scrivere questo post perché sento di aver raggiunto un livello sufficente di coscienza, consapevolezza , ma soprattutto perché sento che sto per arrendermi (ehssì) a vivere una vita normale e che questo delirio per e di cui sto scrivendo sta per finire.</p>
<p>E&#8217; così, questo post, i miei pensieri degli ultimi giorni, non sono altro che un delirio, lo so, ne sono cosciente. Delirio che dovevo fare e dovevo scrivere, delirio che deve passare e passerà, probabilmente tra stasera e l&#8217;indomani.</p>
<p>Non so cosa mi è preso, né perché, sono quasi sicuro, sto uscendo da una strada di campagna, sicuramente ben battuta, ormai liscia per quanti vi avranno camminato, per imboccarne un&#8217;altra, stavolta ben delineata, una strada anche questa ben battuta, percorsa dai piu, ma che a differenza della prima conduce a qualcosa ed è indicata da un cartellone su cui è scritto, a caratteri enormi &#8220;Questa è la tua strada&#8221;.</p>
<p>Dalla mia precaria situazione (si,<span style="text-decoration:line-through;"> sono e</span> mi sento solo) sto per imboccare la strada di una vita normale che conduce a cosa lo sappiamo bene tutti. </p>
<p>&#8220;Sei un illuso, un egocentrico, torna in te ! &#8221; Lo starete pensando piu o meno tutti, conoscenti o meno, che state leggendo questo post.</p>
<p>Lo so, lo so, tranquilli. Come ho detto questo è un delirio e nei deliri la cosa è lecita o no?</p>
<p>So bene (credo anch&#8217;io) che non esiste una terza strada da percorrere, una non conduce a niente, una conduce ad una vita normale, anonima, tra migliaia di individui, e la terza semplicemente non esiste, o se esiste, non è percorribile.</p>
<p>Sto quindi scrivendo questo post, che magari non significa niente.</p>
<p>Come sono arrivato qui, a questo punto del ragionamento? &#8230; è un gioco che faccio (piu che altro facevo) spesso, come sono arrivato a pensare a questo partendo da quest&#8217;altro?</p>
<p>Stavolta (come in quasi tutti i miei pensieri seri) non riesco a ricostruire il percorso.<br />
Ah, gia&#8230;</p>
<p>Mi sono accorto che nella vita esistono dei sentimenti, una cosa chiamata amore, un&#8217;altra che si chiama amicizia, ma che non sono mai riuscito a definire.</p>
<p>Le cose che ho appena nominato fin&#8217;ora le ho sempre ignorate comodamente, considerate alla stregua di un gioco, uno scambio di influenze, causato dalla convenienza, una roba completamente matematica&#8230;</p>
<p>E&#8217; per questo <span style="text-decoration:line-through;">che sono</span> <span style="text-decoration:underline;">mi sento</span> solo ? Decisamente no ! Sarebbe troppo comodo dare la colpa solo a questo. Tutto sommato all&#8217;amicizia ci ho sempre tenuto, anche se non lo dimostro, la colpa è unicamente mia, non delle mie convinzioni, ma questo è un&#8217;altro discorso.</p>
<p>Ora ho aperto gli occchi, o almeno credo di averlo fatto (come tutte le mie convinzioni, anche questa presto mi sembrerà una cazzata), deciso di dare a questi sentimenti una loro dignità, di fare quello che alcuni direbbero (credo, sto esagerando ?)  cominciare a vivere. Sia perché mi sono reso conto della loro importanza, sia perché mi sono accorto che la terza strada non c&#8217;è e che questa &#8220;brodaglia&#8221; avrà probabilmente un ruolo importantissimo nella mia vita.</p>
<p>L&#8217;ho fatto, ho scritto questo post, probabilmente minato la mia credibilità, mi sono praticamente &#8220;scoperto&#8221; (no doppi sensi). Perché continuo a scrivere? Perché non ho paura di pubblicare questo maledetto post ? Semplicemente, ed ho scordato di scriverlo nello scorso articolo, perché quello che temo è l&#8217;apprensione e la comprensione, non voglio il &#8221; ti senti solo, poverino, non lo sapevo&#8221; (faccio presente che probabilmente questo post lo leggeranno anche i miei). E probabilmente non l&#8217;avrò (e non ci provate). Forse (non è vero) non mi interessano neanche i vostri pensieri a riguardo di questo post.</p>
<p>Eh ! e se dopo tutto questo (non ho ancora riletto il post), preso dall&#8217;impeto, non avessi scritto altro che cavolate, se mi sto scaldando per niente&#8230; (seriamente, non ho voglia di modificare questo post). Anche in quel caso ne sarà valsa comunque la pena</p>
<p>Questo sono io, questo è come ragiono, basta! L&#8217;ho scritto, e forse lo scriverò ancora.</p>
<p>E&#8217; stato bello delirare e scrivere questo post, che tutto sommato si puo considerare una bambinata, sfogarsi, buttare tutto fuori (se vi crea problemi, questo è il mio blog, disabbonatevi dal feed, fate quello che volete).</p>
<p>Io sono me, sono unico, sono Viglianisi Gabriele, vigliag, <span style="text-decoration:line-through;">io valgo </span>(fidatevi, me lo ripeto spesso e probabilmente ne ho bisogno (?))</p>
<p>Ha ragione il mio compagno di classe &#8220;Cipoci&#8221; (è il mio blog, scrivo come voglio), mi serve una distrazione.</p>
<p>Alla fine una rilettura l&#8217;ho data : P &#8230; ci si sente&#8230;</p>
<p>Ah, e alla fine, come di consueto, un bel &#8220;Sono un idiota&#8221; per aver scritto questo post. byeee</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/vigliag.wordpress.com/142/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/vigliag.wordpress.com/142/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/vigliag.wordpress.com/142/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/vigliag.wordpress.com/142/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/vigliag.wordpress.com/142/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/vigliag.wordpress.com/142/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/vigliag.wordpress.com/142/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/vigliag.wordpress.com/142/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/vigliag.wordpress.com/142/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/vigliag.wordpress.com/142/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=vigliag.wordpress.com&blog=393264&post=142&subd=vigliag&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Scrivere o non scrivere</title>
		<link>http://vigliag.wordpress.com/2008/11/22/scrivere-o-non-scrivere/</link>
		<comments>http://vigliag.wordpress.com/2008/11/22/scrivere-o-non-scrivere/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 22 Nov 2008 15:01:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vigliag</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vii]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://vigliag.wordpress.com/?p=139</guid>
		<description><![CDATA[E&#8217; questo il mio problema.
E&#8217; da un po che ho deciso di non essere uno dei tanti blog di chicche informatiche, linuxiane, o uno dei tanti che si limita a riportare news citando altri siti. Su cosa orientare questo blog quindi?
Ho deciso di fare un blog personale, su di me, sui miei pensieri in continuo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=vigliag.wordpress.com&blog=393264&post=139&subd=vigliag&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>E&#8217; questo il mio problema.</p>
<p>E&#8217; da un po che ho deciso di non essere uno dei tanti blog di chicche informatiche, linuxiane, o uno dei tanti che si limita a riportare news citando altri siti. Su cosa orientare questo blog quindi?</p>
<p>Ho deciso di fare un blog personale, su di me, sui miei pensieri in continuo mutamento. Perché credo di avere qualcosa da dire al mondo, devo avere qualcosa da dire al mondo, in quanto individuo unico e differente dagli altri. (notare che se non fossi costretto dal titolo avrei probabilmente gia cancellato il post)</p>
<p>Ora, banditi i sentimentalismi ed il &#8220;Io valgo&#8221; resta il problema di cosa scrivere. Fino a qualche tempo fa credevo che scrivere di me sarebbe stato alquanto scomodo e che non lo avrei potuto fare poiché rischiavo di essere letto da persone che mi conoscono in real life (un&#8217;altra scelta importante che ho fatto è di non separare vita virtuale e reale, Vigliag e Viglianisi Gabriele).</p>
<p>Che c&#8217;è di male direte voi&#8230;</p>
<p>Beh, dovete sapere di me che sono un gran lagnoso, mi piace lagnarmi e lamentarmi a destra a manca, non senza motivo, credo. E i miei conoscenti potrebbero farsi una cattiva impressione. Potrei scrivervi la storia della mia vita (descrivendovi ad uno ad uno i miei complessi mentali), e forse un giorno lo farò (uhmm&#8230;). Ma non credo sia questo il punto di un blog personale (lo è ?)</p>
<p>Ritornando al discorso, mi sono reso conto che non è per quello che non scrivo ma, perché, effettivamente, scrivere di sé è molto piu difficile di quanto pensassi:</p>
<p>Va bene lagnarsi, ma dopo le prime 2 righe che si scrive?<br />
Così ho capito (grazie alla lettura di post di blogger &#8220;professionisti&#8221;):<br />
Oltre a non fermarsi a descrivere una situazione particolare (a meno che non significhi di per sé qualcosa) bisogna comunicare una scoperta, una conquista, un obiettivo da raggiungere (che riuscire a prefiggersi è comunque una conquista). Qualcosa che, profondo o meno, rappresenti qualcosa di noi stessi e magari possa aiutare anche gli altri.</p>
<p>Questo qualcosa potrebbe essere una nostra idea, una domanda che ci poniamo, un nostro ragionamento, una nostra conquista personale.</p>
<p>Questa, per come la penso io, è l&#8217;essenza di un blog personale.</p>
<p>E&#8217; comunque, almeno per me, molto piu difficile che scrivere un post a tema in quanto una grande difficoltà (ed un grande esercizio) è quella di concludere i pensieri che vagano liberi nella propria testa, chiuderli, dare loro un senso, impacchettarli e postare .</p>
<p>Ora come per ogni post, è giunto il momento di chiedersi: questo post che senso ha? valeva davvero la pena di essere scritto? riesce a comunicare un messaggio chiaro, qualcosa di me?</p>
<p><em>***il post trema temendo di essere intrappolato, come altri, tra le bozze per sempre</em></p>
<p>Beh, diciamo che è la risposta ad una mia esigenza di scrivere. E&#8217; da un po di tempo che ho molti pensieri in testa, pensieri che in un certo senso mi rappresentano, mi stanno cambiando. Purtroppo non sono in grado di dare una compiutezza a questi pensieri, di trasformarli in post.</p>
<p>Che c&#8217;è quindi di meglio che &#8220;obbligarmi&#8221; a scrivere un post in cui scrivere i motivi per cui non riesco a scrivere :)  E&#8217; stata anche una buona opportunità per provare un nuovo stile di scrittura.</p>
<p>Che dite, vi è piaciuto ?</p>
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		<title>Il social web e la società moderna</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Nov 2008 08:40:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vigliag</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Il social web e le sue possibilità
E&#8217; da un po di tempo che provo vari servizi social web e penso che siano uno strumento straordinario per le possibilità che offrono: la facilità con cui si possono conoscere persone interessanti ( vicine o lontane ), le possibità di collaborazione, la possibilità di condividere con il mondo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=vigliag.wordpress.com&blog=393264&post=122&subd=vigliag&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><h2>Il social web e le sue possibilità</h2>
<p>E&#8217; da un po di tempo che provo vari servizi social web e penso che siano uno strumento straordinario per le possibilità che offrono: la facilità con cui si possono conoscere persone interessanti ( vicine o lontane ), le possibità di collaborazione, la possibilità di condividere con il mondo intero i propri pensieri.</p>
<p>Esso dà la sensazione di essere tutti in un grande gruppo, in cui comunicare, collaborare, scherzare, aiutarsi a vicenda</p>
<p>Offre molte possibilità che in real life non ci sono, per tempo, per distanza o per l&#8217;inadeguatezza dei vecchi mezzi di comunicazione nelle società moderne.</p>
<h2>La società moderna e l&#8217;isolamento</h2>
<p>A mio parere, in real life non possiamo che tendere a crearci un gruppo di amicizie chiuso e ben delimitato poiché siamo costretti dai mezzi di comunicazione a rivolgerci ad un piccolo numero di persone ed ad isolarci dal resto della società. Si pensi a quando parliamo ad un amico, o comunichiamo via sms: Il nostro messaggio, la nostra influenza, i nostri pensieri arriveranno solo ad una stretta cerchia di persone, oltre alla quale il mondo è indifferente a noi e noi siamo indifferenti al mondo.</p>
<p>Abbiamo così una sorta di isolamento, da non intendersi come &#8220;emarginazione sociale&#8221;, perché non si intende l&#8217;individuo rispetto ad un gruppo di persone, ma l&#8217;individuo rispetto al resto della società. Pur essendo parte di un gruppo, della &#8220;società&#8221; intesa in senso largo, siamo comunque isolati dalle migliaia di sconosciuti che ci circondano, che vivono nella nostra stessa città, che ci vivono accanto in vari momenti della nostra giornata.</p>
<p>Mi ricordo, a tal proposito, un film, ( raccontato dal prof di fisica al prof di chimica mentre facevamo compito in classe ). La trama non è un granché ma il messaggio è semplicemente fantastico:</p>
<blockquote><p>Ogni giorno siamo, volenti o nolenti, isolati dal resto del mondo, dalle persone e dalla realtà che ci circonda, ogni giorno siamo, in autostrada, come in autobus, per strada, al lavoro, chiusi ognuno nella propria scatola di latta ( che sia bloccata nel traffico o delimitata da 4 muri ), nella realtà che noi stessi ci costruiamo.</p>
<p>Siamo inconsapevoli ed indifferenti alle vite delle migliaia di  perfetti sconosciuti che ci passano accanto o che occupano il posto accanto al nostro ai blocchi di partenza ad un semaforo. E&#8217; quasi paradossale, così vicini eppure separati da centinaia di barriere fisiche e psicologiche. E le amicizie, gli scontri, i conflitti nascono solo quando due vite, due realtà chiuse vengono, per puro caso, a contatto.</p></blockquote>
<p>Si dice che nei piccoli paesi si conoscano tutti, credo sia una cosa che manca nelle società moderne, sopratuttto in grandi città, dove siamo costretti a ritagliarci i nostri spazi di realtà ed &#8220;uccidiamo mentalmente&#8221;, con la nostra indifferenza, le centinaia di sconosciuti che ci passano accanto ogni giorno. Perdendo così, inevitabilmente, gran parte del divertimento e delle cose interessanti che questo mondo ci riserva :)<br />
Uno di questi sconosciuti potrebbe rappresentare la soluzione ad un nostro problema, potrebbe avere gusti incredibilmente simili ai nostri, potrebbe essere la donna della nostra vita. Eppure non lo sapremmo mai.</p>
<p>E&#8217; quindi per puro caso, per coincidenza ( o per destino ) che si entra in contatto con quella persona che rappresenterà il nostro migliore amico, la donna/uomo della nostra vita ecc&#8230; E&#8217; strano, non trovate?</p>
<h2>Il social web e l&#8217;approccio indiretto</h2>
<p>Per mezzo di questo è facile trovare, contattare e conoscere persone con i nostri stessi gusti e interessi</p>
<p>Ma il social web ha un&#8217;altro punto di forza: ci da la possibilità di sbirciare nei gusti, nella personalità delle persone senza chiedere loro il permesso, o, almeno senza approcciarli direttamente.</p>
<p>Credo che sia proprio questo approccio indiretto a fare la fortuna del social web, si può parlare di se al mondo intero senza rivolgersi a nessuno in particolare, si puo comunicare interesse verso un&#8217;altra persona abbonandosi al suo profilo (follow), ascoltando quello che ha da dire al mondo. Il bello tuttavia inizia quando una persona, notando di essere seguita, spinta da curiosità o da affinità di interessi, ricambia il follow, immischiandosi così gradualmente ognuno negli affari degli altri nasce quindi un simpatico &#8220;rapporto indiretto&#8221; che può gradualmente trasformarsi in amicizia.</p>
<p>Ma non si pensi al social web solo come rifugio dei timidi, il social web è si un grande strumento per conoscere o farsi conoscere , per comunicare e scambiarsi idee.</p>
<p>Il social web è un ambiente di condivisione, una sorta di grande piazza, il grande foro romano dei nostri giorni, che permette nuovi livelli di interazione tra persone, e credo rappresenti la soluzione all&#8217;&#8221;isolamento&#8221; tipico delle società moderne.</p>
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